07 Marzo 2010
I privati curano il verde ma il codice della strada vieta la pubblicità.
Il Comune di Latina, con le casse ormai vuote, cerca letteralmente i soldi per strada. Ecco allora spuntare a dicembre il piano parcheggi che ha eliminato i posti auto gratuiti all'interno della Circonvallazione (e non solo) e aumentato la quota oraria di 10 centesimi. Una novità odiata dalla maggior parte dei cittadini, dai lavoratori del centro costretti a versare l'obolo senza possibilità di «fuga», dai commercianti che vedono i propri clienti scappare verso i più comodi centri commerciali che di posti auto a due passi dai negozi ne trovano a decine e tutti gratuiti. Ma la strada e gli automobilisti si possono spremere ancora per ottenere nuovi introiti, con gli odiati autovelox, nati per aumentare la sicurezza sulla strada, che poi, con il loro proliferare, sono diventati semplici strumenti per comminare multe e rimpinguare le casse dei Comuni e delle società esterne che gestiscono le attrezzature per il rilevamento della velocità. Ma non finisce qui. I margini delle strade sono sempre stati i luoghi prediletti per l'esibizione della pubblicità sui cartelloni. Migliaia di contatti al giorno con il passaggio degli automobilisti, il cui viaggio è allietato dalla visione di messaggi promozionali di aziende e società. Ultimamente, i modi per fare pubblicità sulla strada sono aumentati, con l'offerta di spazi sulle numerose rotatorie costruite ovunque in città, e sugli spartitraffico delle arterie a doppia corsia per senso di marcia. Uno strumento necessario per la cura dei giardini e delle aiuole realizzate su di esse, spiegano al Comune. L'assessore all'Arredo urbano Guercio ha più volte denunciato la assoluta inadeguatezza del budget messo a disposizione dei suoi uffici dal Bilancio dell'amministrazione per far fronte a numerose a vaste aree verdi e parchi attrezzati. Figuriamoci se a questi si aggiungono i prati realizzati sulle rotonde. L'idea allora è quella di farli realizzare e poi mantenere da aziende private, spesso proprio dai vivai, ma anche da altre aziende che a fronte del nobile gesto, hanno in bella mostra il proprio nome sui cartelli del Comune affissi sulle superfici interessate. Peccato però che questa pubblicità sia vietata dal codice della strada, che vede in essi una fonte di distrazione per gli automobilisti e una minaccia alla sicurezza stradale. «Bisognerebbe distinguere tra pubblicità o semplice informazione ai cittadini su chi è il benefattore che cura rotonde e spartitraffico», dicono al comando della Polizia Municipale. Infatti, come distinguere allora le due cose? Certo è difficile definire informazione, e non pubblicità, l’installazione di oltre venti cartelli su una rotonda e su quasi un chilometro di spartitraffico in via Vespucci. Anche perchè quest’ultimo sembra tutt’altro che curato, con erba selvatica, pietre e buche. C’è da dire, comunque, che i cartelli che abbiamo visto sulle rotatorie in giro per la città sono molto piccoli rispetto ai casi sollevati dalle televisioni nazionali, come ad esempio a Milano. Fonte: Latina Oggi
Il Comune di Latina, con le casse ormai vuote, cerca letteralmente i soldi per strada. Ecco allora spuntare a dicembre il piano parcheggi che ha eliminato i posti auto gratuiti all'interno della Circonvallazione (e non solo) e aumentato la quota oraria di 10 centesimi. Una novità odiata dalla maggior parte dei cittadini, dai lavoratori del centro costretti a versare l'obolo senza possibilità di «fuga», dai commercianti che vedono i propri clienti scappare verso i più comodi centri commerciali che di posti auto a due passi dai negozi ne trovano a decine e tutti gratuiti. Ma la strada e gli automobilisti si possono spremere ancora per ottenere nuovi introiti, con gli odiati autovelox, nati per aumentare la sicurezza sulla strada, che poi, con il loro proliferare, sono diventati semplici strumenti per comminare multe e rimpinguare le casse dei Comuni e delle società esterne che gestiscono le attrezzature per il rilevamento della velocità. Ma non finisce qui. I margini delle strade sono sempre stati i luoghi prediletti per l'esibizione della pubblicità sui cartelloni. Migliaia di contatti al giorno con il passaggio degli automobilisti, il cui viaggio è allietato dalla visione di messaggi promozionali di aziende e società. Ultimamente, i modi per fare pubblicità sulla strada sono aumentati, con l'offerta di spazi sulle numerose rotatorie costruite ovunque in città, e sugli spartitraffico delle arterie a doppia corsia per senso di marcia. Uno strumento necessario per la cura dei giardini e delle aiuole realizzate su di esse, spiegano al Comune. L'assessore all'Arredo urbano Guercio ha più volte denunciato la assoluta inadeguatezza del budget messo a disposizione dei suoi uffici dal Bilancio dell'amministrazione per far fronte a numerose a vaste aree verdi e parchi attrezzati. Figuriamoci se a questi si aggiungono i prati realizzati sulle rotonde. L'idea allora è quella di farli realizzare e poi mantenere da aziende private, spesso proprio dai vivai, ma anche da altre aziende che a fronte del nobile gesto, hanno in bella mostra il proprio nome sui cartelli del Comune affissi sulle superfici interessate. Peccato però che questa pubblicità sia vietata dal codice della strada, che vede in essi una fonte di distrazione per gli automobilisti e una minaccia alla sicurezza stradale. «Bisognerebbe distinguere tra pubblicità o semplice informazione ai cittadini su chi è il benefattore che cura rotonde e spartitraffico», dicono al comando della Polizia Municipale. Infatti, come distinguere allora le due cose? Certo è difficile definire informazione, e non pubblicità, l’installazione di oltre venti cartelli su una rotonda e su quasi un chilometro di spartitraffico in via Vespucci. Anche perchè quest’ultimo sembra tutt’altro che curato, con erba selvatica, pietre e buche. C’è da dire, comunque, che i cartelli che abbiamo visto sulle rotatorie in giro per la città sono molto piccoli rispetto ai casi sollevati dalle televisioni nazionali, come ad esempio a Milano. Fonte: Latina Oggi
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